Disturbo da panico

Gli attacchi di panico costituiscono uno dei più tipici disturbi psicofisici, connessi a un forte stato mentale di ansia, sebbene si distinguano nettamente da tutte le forme di ansia per l'intensità, per la loro natura improvvisa e occasionale e per il fatto che non sembrano dovuti a niente di particolare. Inoltre non sono sempre indicativi di un disturbo psicologico e il prolungarsi di questi stati provoca un vero e proprio effetto debilitante, dovuto a un circolo vizioso per cui i sintomi mentali accrescono quelli fisici e viceversa. Un attacco di panico altro non è che un intenso periodo di paura e disagio, decisamente brusco e inaspettato all'inizio e protratto solitamente per non più di 30 minuti. I sintomi tipici sono rappresentati da una respirazione superficiale, tremori, nausea, vertigini, sudori, batticuore, dolori addominali e sensazioni piuttosto spiacevoli di formicolio, soffocamento e asfissia. Gli attacchi di panico vengono percepiti generalmente come stati emotivi molto violenti, dalla paura di impazzire o addirittura di morire, sino alla sensazione di perdita del controllo o del comportamento. È abbastanza frequente che gli attacchi si ripetano in modo continuo nel tempo e, se non vengono curati tempestivamente, possono peggiorare a tal punto da rendere impossibile la vita di una persona, condizionandola pesantemente. 

Cause degli attacchi di panico

Tra tutte le possibili cause in grado di innescare gli attacchi di panico, vi sono tre tipologie principali di fattori determinanti. Uno dei primi aspetti da analizzare riguarda una certaereditarietà, non tanto per motivi genetici del disturbo, che si è già dimostrato non essere trasmissibile geneticamente, quanto per l'educazione che può rappresentare una matrice di fondo per l'eventuale sviluppo della malattia. Più importanti sono però cause di varia natura che possono comunque essere ricondotte alle esperienze passate e al contesto di vita attuale della persona. Il passato può avere importanza nell'insorgere degli attacchi di panico soprattutto per ciò che concerne le esperienze infantili e adolescenziali, in particolare nei rapporti con i genitori in relazione al grado di attaccamento, ossia la relazione tra rassicurazione ed esplorazione del mondo esterno, che dovrebbe sempre prevedere un giusto compromesso tra protezione e incoraggiamento. Molto spesso la causa principale di un attacco di panico è invece dovuta allo stile di vita attuale della persona, soggetta a pressanti stati mentali ed emotivi in grado di provocare stress, senso di insicurezza e di paura.

A prescindere dal tipo di causa scatenante, gli attacchi di panico hanno comunque un comune denominatore, che consiste nell'essere determinati da una sorta di circolo vizioso di ansia in grado di originare altra ansia. In una persona predisposta a questo genere di attacchi, un semplice stato d'ansia può infatti trasformarsi molto velocemente in qualcosa di più serio per l'inconscio auto-convincimento di avere qualche grave malattia, di impazzire o di perdere il controllo, secondo una crescita esponenziale di pensieri negativi e catastrofici in grado di peggiorare fortemente la situazione di partenza, sino ad arrivare al classico attacco di panico.

Casi tipici di attacchi di panico

Nonostante la natura degli attacchi di panico sia prevalentemente improvvisa e occasionale, vi sono tuttavia alcune circostanze particolari nelle quali è tipico e molto temuto il loro insorgere e che possono essere ricondotte a delle vere e proprie fobie. Tra le situazioni più note vanno per esempio citati tutti quei casi in cui si ha paura degli spazi aperti (agorafobia) come le piazze, le strade o la semplice guida in automobile, i casi di claustrofobia (la paura di rimanere chiusi in ascensore o imbottigliati nel traffico) o infine quell'insieme di fobie note come fobie sociali come l'esporsi in pubblico (per esempio durante gli esami), l'intrecciare rapporti con le persone e il confrontarsi con esse, tutti stati psicologici in grado di creare grossi problemi a livello somatico, spesso associati ad attacchi di panico. 

Si è stimato che gli attacchi di panico siano diffusi soprattutto tra i giovani e le donne e che si arrivi fino al 10% di persone sane che in un anno manifestino almeno una volta questo disturbo. Quando si verifica un attacco di panico, soprattutto nei casi associati a fobie specifiche, la durata del disturbo non si protrae a lungo e si attenua rapidamente una volta che viene meno l'elemento scatenante. Tuttavia i casi di ansia cronica possono portare a una serie di attacchi di panico che si ripetono regolarmente e che sono in grado di condurre una persona a un grave stato di esaurimento nervoso. Gli stati fisici che vengono attraversati da una persona sotto attacco di panico consistono prima di tutto in un forte senso di paura, che stimola il rilascio di adrenalina e il conseguente aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) e della respirazione (iperventilazione) che portano a sudorazione e a intensi dolori addominali e muscolari, destinati comunque a scomparire una volta terminato l'attacco, ma con forti conseguenze debilitanti per l'organismo. 

Cure degli attacchi di panico

Esistono diverse cure specifiche per gli attacchi di panico, ma bisogna primariamente stare attenti a non confonderli erroneamente con cardiopatie o altre malattie più gravi, con le quali condividono alcuni sintomi, onde evitare di aggravare la situazione. Vale anche il discorso opposto: gli attacchi di panico costituiscono un problema serio e sarebbe imprudente sottovalutarli senza intervenire in alcun modo.

Classicamente, tra le possibili cure, gli effetti migliori si hanno con alcuni farmaci (antidepressivi e ansiolitici) e con la psicoterapia. Quest'ultima viene impiegata con terapie orientate alla soluzione dei sintomi, cercando di insegnare i metodi per ridurre l'ansia e per migliorare l'approccio nei confronti di alcune fobie, arrivando a buoni risultati in circa il 70% dei pazienti. I farmaci vengono impiegati prevalentemente per gli attacchi di panico provocati da fobie specifiche, andando ad agire sulle relative connessioni psicologiche, interrompendole momentaneamente e riducendone comunque la frequenza in futuro. Gli antidepressivi devono avere una posologia quotidiana, mentre gli ansiolitici (come il Valium e lo Xanax) vengono assunti durante gli attacchi di panico o se si prevede un loro scatenarsi. 

Infine, per chi è soggetto ad attacchi di panico, bisogna ricordare l'importanza di una struttura di supporto (famiglia e amici) in grado di comprendere la situazione e, in molti casi, di aumentare la rapidità di guarigione. Spesso accade durante l'attacco di sviluppare una paura immediata e irrazionale, che può tuttavia essere dispersa da una persona che conosca la situazione. Per una cura più seria e attiva bisogna infine ricordare i gruppi di supporto per i malati d'ansia, che possono aiutare le persone a comprendere e ad affrontare il disturbo.

I soggetti "sani" - Poiché un'alta percentuale di chi presenta attacchi di panico è normalmente considerata facente parte della popolazione sana, cioè senza evidenze di patologie psichiche anche lievi, è utile affrontare il problema in chiave più moderna cercando (dopo gli interventi di emergenza del caso) di portare il soggetto verso una personalità più equilibrata. Spesso infatti sono le personalità svogliata, irrazionale, debole, fobica quelle più a rischio. 

 

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